GIOVANNI XXIII: La storia di Angelo Roncalli, il Papa che ha cambiato il mondo
IL RAPPORTO CON MAMMA MARIANNA
Soprattutto all’inizio il giovane sacerdote Angelo Roncalli veniva fatto viaggiare molto ma il suo cuore era sempre rivolto alla madre. Il 1° gennaio 1905, ad esempio, scriveva: «Qual è la persona più cara che io abbia sulla terra se non voi? Se io fossi anche Papa voi rimarreste sempre per me la più gran donna di questo mondo, l’oggetto più caro al mio cuore di figliuolo affettuoso. Non dubitate del mio amore e del ricordo dolcissimo che io tengo sempre per voi. La lontananza, credetemi, non indebolisce ma rende più viva, gentile e delicata la tenerezza filiale».
LA SVOLTA: COMINCIA A GIRARE IL MONDO
A quarant’anni ricomincia da capo: teme di finire in un qualsiasi ufficio del Vaticano ma si sbaglia perché è l’inizio della fase dei lunghi viaggi. Vola in Francia, Belgio, Olanda e Germania, visita le diocesi della Calabria, Puglia, Campania, Sicilia e Basilicata. Nel 1925 viene ordinato vescovo e spedito in Bulgaria e lui accetta, seppur controvoglia. Qui diventa un punto di riferimento per tutti anche per il periodo storico particolare in cui la Bulgaria deve affrontare il terremoto del 1928.
Intanto continua a girare l’Europa: è in Turchia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Parigi. Monsignor Roncalli lascia la Bulgaria nel 1934 per andare in Turchia e in Grecia come Delegato apostolico e come Amministratore Apostolico per i latini di Costantinopoli. È ancora tempo di guerra che lui affronta a modo suo, cercando di trovare il giusto compromesso in ogni occasione. Come quando una nave carica di bambini greci era arrivata in un porto turco sfuggendo da uno Stato invaso dai nazisti. I Turchi, temendo l’ira tedesca, si rifiutavano di soccorrerli ma non volevano neanche rimandarli indietro. L’intervento di monsignor Roncalli fu determinante: chiamò gli ambasciatori al telefono e dopo lunghe trattative riuscì a far entrare i bambini. Non si ferma e va avanti fino al 6 dicembre 1944 quando gli arriva la comunicazione che deve partire ancora, destinazione Parigi come Nunzio Apostolico. Ha 63 anni. A Parigi, dove il precedente Nunzio Apostolico era stato allontanato di forza dal Governo di Liberazione Nazionale con l’accusa di collaborazione con i tedeschi, Roncalli arriva e studia le carte di accusa sbrogliando la situazione. Diventerà amico anche di De Gaulle che lo stimerà moltissimo:
«Preferisco incontrarmi con gli avversari attorno ad una buona tavola, piuttosto che inondarli di note diplomatiche e di proteste»
Tutti gli vogliono bene e tutti lo richiedono, addirittura nel 1951 parla all’Unesco come osservatore della Santa Sede. Nel 1952 Papa Pio XII lo nomina prima cardinale e poi Patriarca di Venezia cambiandogli ancora residenza, nel 1953. Ha settantadue anni e lascia Parigi tra gli onori nazionali. Nonostante l’età anche a Venezia non sta fermo e gira in lungo e in largo la città aiutando contro la forte disoccupazione. Dio comunque gli riservava un altro destino.
A 77 ANNI DIVENTA PAPA E RIVOLUZIONA TUTTO
Il 9 ottobre 1958 Papa Pio XII muore e il 28 ottobre alle 17,08 viene eletto Papa. Alla domanda di accettazione del cardinale Tisserant lui rispose:
«Ciò che so della mia povertà e pochezza basta alla mia confusione. Ma vedendo la volontà di Dio, chino il capo e le spalle al giogo della croce»
Pochi istanti e si intuisce subito che sarà un pontificato di rinnovamento: il cerimoniale prevede la genuflessione con il bacio della mano e del piede ma lui porge la mano da baciare e poi abbraccia i cardinali uno ad uno. Perché lui, in fondo, resta quel ragazzo che sognava di diventare parroco di un paese di poche centinaia di abitanti.
Nei primi mesi Giovanni XXIII si conquista una grossa popolarità con atti come la visita all’ospedale “Bambin Gesù” il giorno di Natale e al carcere romano di “Regina Coeli” il giorno dopo ma la svolta arriva il 25 gennaio 1959 quando annuncia ai cardinali di voler organizzare un Concilio Ecumenico Universale per riformare la Chiesa: si tratta di chiamare tutti i vescovi del mondo e farli venire a Roma per farli discutere.
UN PAPA DIVERTENTE
Veniva dalla campagna, era uno del popolo, e anche da Pontefice non ha perso il suo spirito con numerosi “fuori programma”. Come quando durante la visita ai carcerati di “Regina Coeli” disse:
«Non potete venire da me, così io vengo da voi. Dunque eccomi qua, sono venuto, m’avete visto»
O come quando si recò all’ospedale “Santo Spirito” e suonando personalmente alla porta delle suore si trovò la suora superiora che si presentò dicendo: «Santo Padre… sono la Madre Superiora dello Spirito Santo!». E lui: «Beata lei, che carriera! Io sono solo il servo dei servi di Dio!».
IL CONCILIO ECUMENICO UNIVERSALE
L’11 ottobre 1962 circa 2.500 vescovi invadono Roma e il suo sogno diventa realtà: la Chiesa che conosciamo oggi è nata lì. Giovanni XXIII assiste alla prima sessione, che si chiude l’8 dicembre, ripetendo a tutti:
«Vogliamoci bene, il resto verrà da sé. Bisogna odiare il peccato, non il peccatore. Parliamo di ciò che ci unisce, e supereremo anche ciò che ci divide»
È un successo. Nel frattempo però le sue condizioni di salute si aggravano improvvisamente. L’ultimo atto sarà la grande enciclica “Pacem in Terris”. Nel maggio successivo il tumore allo stomaco ha la meglio e il 30 maggio il suo segretario, in lacrime gli comunica: «Santo Padre, ho interrogato i medici. Santo Padre, sarò franco con Lei. Le dico che questo è il giorno del Signore, dell’incontro con Gesù». Di fronte a queste parole Giovanni XXIII sembra tranquillizzarlo:
«Ma guardalo il mio segretario! Sembra così forte, e invece si commuove quando deve dire al suo superiore la cosa più bella: oggi andrai in Paradiso!»
Muore alle 19,45 del 3 giugno. Il 3 settembre del 2000 viene beatificato con una cerimonia tenuta da Papa Giovanni Paolo II, lo stesso Papa con cui condividerà il giorno del 27 aprile 2014 quando entrambi vengono canonizzati.
Foto: StJohnXXIIICommunity.com (wikicommons)
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